Eppure ci sono molti Ebrei "non religiosi" che ricorderebbero come primi valori le ricette della nonna, l’allegria del Seder, la storia degli Ebrei.Cose basse, insomma. Qui solo cose alte, altissime: la rivelazione, il patto, la fede, la speranza.Come sono religiosi questi Ebrei "non religiosi"!
A noi piacciono sinagoghe per tutti, dove all’ingresso non sia chiesto a ciascuno di dichiarare cosa è forma e cosa è sostanza, cosa si ri-forma e cosa no.Perché crediamo che il popolo ebraico sia uno. A noi piacciono le tefilloth in ebraico perché siamo in Europa e nel mondo e vogliamo che ogni Ebreo possa entrare in una sinagoga in qualunque paese, ritrovare subito i suoi canti e le sue parole, essere immediatamente parte del minian. Perché crediamo che il popolo ebraico sia uno. Hanno preghiere in italiano intelleggibili a tutti? Si saranno accorti di quanto sono insopportabilmente noiose. Davvero credono che il valore storico-sociale delle tefilloth sia e sia stato intenderne sempre il testo?
Dicono: la già labile continuità "etnica" dell’ebraismo italiano sta per scomparire. Contraddizione in termini. L’ebraismo italiano è semplicemente, in ogni istante, l’ebraismo degli Ebrei che vivono in Italia. Non possiamo accettare nessuna altra definizione.
Dicono: non abbiamo nulla contro questo ebraismo, riconosciamo solo che non è il nostro. Un sapore un po’ padano. Coltivano la loro aiuola di rose politically correct e gli altri Ebrei baluba continuino pure le loro tefilloth con la sveglia al collo e l’anello al naso. Ma vi pare una cosa di sinistra? Volete la rivoluzione? Studiate le strutture del potere, suscitate il consenso, occupate i gangli vitali, sovvertite l’ordine marcio e corrotto. Ma dal di dentro. E per tutti. Perché per noi il popolo ebraico è uno.
Vogliono essere rappresentati nell’Unione? Ma lo sono già. L’Unione rappresenta tutti gli Ebrei viventi inItalia, nessuno escluso. Ma l’Unione non è una federazione di partiti, non media tra opinioni o ideologie precostituite. L’Unione rappresenta tutti gli Ebrei senza chiedere preventivamente a nessuno cosa ritiene antico e cosa moderno, cosa è valore e cosa orpello. L’Unione rappresenta tutti, con metodo democratico, purché si iscrivano alla Comunità di residenza. Perché l’Unione pensa che il popolo ebraico sia uno.
Il fatto è che l’ebraismo è una gran brutta bestia, di cui innamorarsi, ma con qualche punta sgradevole. Ogni Ebreo matura e cresce misurandosi con l’ebraismo. L’ebraismo matura e cresce misurandosi con ogni Ebreo. Ritagliarsi un ebraismo a misura, dire che l’ebraismo è questo e quello e non è invece quell’altro o quell’altro ancora, per legge o per assioma o per evidenza, dà a tutta questa lettera degli amici milanesi un sapore dolcissimo di maestosa caramella. Invece l’ebraismo è una pietanza robusta, è la vita vera. Ed è un’esaltante ed emozionante gioco.
A noi piacciono sinagoghe per tutti, dove all’ingresso non sia chiesto a ciascuno di dichiarare cosa è forma e cosa è sostanza, cosa si ri-forma e cosa no.Perché crediamo che il popolo ebraico sia uno. A noi piacciono le tefilloth in ebraico perché siamo in Europa e nel mondo e vogliamo che ogni Ebreo possa entrare in una sinagoga in qualunque paese, ritrovare subito i suoi canti e le sue parole, essere immediatamente parte del minian. Perché crediamo che il popolo ebraico sia uno. Hanno preghiere in italiano intelleggibili a tutti? Si saranno accorti di quanto sono insopportabilmente noiose. Davvero credono che il valore storico-sociale delle tefilloth sia e sia stato intenderne sempre il testo?
Dicono: la già labile continuità "etnica" dell’ebraismo italiano sta per scomparire. Contraddizione in termini. L’ebraismo italiano è semplicemente, in ogni istante, l’ebraismo degli Ebrei che vivono in Italia. Non possiamo accettare nessuna altra definizione.
Dicono: non abbiamo nulla contro questo ebraismo, riconosciamo solo che non è il nostro. Un sapore un po’ padano. Coltivano la loro aiuola di rose politically correct e gli altri Ebrei baluba continuino pure le loro tefilloth con la sveglia al collo e l’anello al naso. Ma vi pare una cosa di sinistra? Volete la rivoluzione? Studiate le strutture del potere, suscitate il consenso, occupate i gangli vitali, sovvertite l’ordine marcio e corrotto. Ma dal di dentro. E per tutti. Perché per noi il popolo ebraico è uno.
Vogliono essere rappresentati nell’Unione? Ma lo sono già. L’Unione rappresenta tutti gli Ebrei viventi inItalia, nessuno escluso. Ma l’Unione non è una federazione di partiti, non media tra opinioni o ideologie precostituite. L’Unione rappresenta tutti gli Ebrei senza chiedere preventivamente a nessuno cosa ritiene antico e cosa moderno, cosa è valore e cosa orpello. L’Unione rappresenta tutti, con metodo democratico, purché si iscrivano alla Comunità di residenza. Perché l’Unione pensa che il popolo ebraico sia uno.
Il fatto è che l’ebraismo è una gran brutta bestia, di cui innamorarsi, ma con qualche punta sgradevole. Ogni Ebreo matura e cresce misurandosi con l’ebraismo. L’ebraismo matura e cresce misurandosi con ogni Ebreo. Ritagliarsi un ebraismo a misura, dire che l’ebraismo è questo e quello e non è invece quell’altro o quell’altro ancora, per legge o per assioma o per evidenza, dà a tutta questa lettera degli amici milanesi un sapore dolcissimo di maestosa caramella. Invece l’ebraismo è una pietanza robusta, è la vita vera. Ed è un’esaltante ed emozionante gioco.